A Gavoi, paese della Barbagia che si affaccia sul lago di Gusana, il carnevale è segnato da una serie di eventi caratteristici che coinvolgono turisti e cittadini, dal giovedì grasso all'alba del mercoledì successivo.
Il carnevale di Gavoi inizia il giovedì grasso, "jobia lardajola" (così chiamato perché in questa occasione si preparavano le fave con il lardo), con "sa sortilla 'e tumbarinos", il raduno di centinaia di tamburini.
Gli strumenti sono costruiti interamente a mano con pelli di capra e pecora; anticamente si adoperavano anche le pelli di cane o d'asino.
Per la realizzazione dei tamburi si riutilizzano i setacci per la farina o le forme in legno per il pecorino o i vecchi secchi di sughero usati per la mungitura e per cagliare il formaggio ("sos malùnes") o i grandi contenitori per conservare il grano("sos majos").
Il carnevale gavoese ha origini antiche: deriva probabilmente dai riti in onore di Dionisio, il dio delle forze vitali e del ciclo della natura, che insegnò agli uomini l'arte di ottenere il vino.