|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Carloforte: Isola di S.Pietro
Le coste dell’isola alternano spiagge e suggestive calette scogliose su un mare azzurro, a contrasto con l’entroterra aspro e fitto di macchia mediterranea. L’Isola di S. Pietro è il luogo ideale per chi, in estate, vuole godersi il mare e divertirsi e per chi, nelle altre stagion,i vuole vivere l’esperienza del contatto diretto con la natura e l’atmosfera particolari dell’isola. Posizione geografica:
L’Isola di San Pietro fa parte dell’arcipelago del Sulcis, lungo la costa sud-occidentale della Sardegna. 52 Kmq di superficie, 18 miglia di coste. 7.000 abitanti che durante l'estate raggiungono punte di 40.000 persone. Origine:
La comunità ligure-tabarchina prospera nell’isola fino al 1738, anno in cui le ripetute incursioni dei pirati barbareschi e l'impoverimento dei banchi coralliferi convince una parte di essa a trasferirsi sull’isola di S. Pietro, su invito di Carlo Emanuele III.
Un altro gruppo di tabarchini, fra quelli fatti schiavi in una seconda incursione algerina e liberati dalla Spagna, viene condotto sull'isola di S. Pablo (al largo della costa spagnola) e dà origine a Nueva Tabarca, che perde tuttavia i contatti con Pegli.
All’inizio del XX sec. l'attività marittima raggiunge il primato tra i porti della Sardegna; arriva l'energia elettrica; fioriscono le officine meccaniche.
Tracce storiche: La presenza di resti nuragici sull’isola dimostra che questa civiltà non era, come si è a lungo ritenuto, incapace di attività marinare. Quanto ai Romani, nel 1878 fu rinvenuta un'intera necropoli che fa supporre l'esistenza di una stazione militare. Del XIII sec. resta la chiesetta dei Novelli Innocenti (o di S. Pietro), costruita a ricordo del naufragio in occasione della Crociata dei Fanciulli (1212).
Nel primo periodo di colonizzazione (XVIII sec.) le uniche costruzioni in muratura erano la Casa del Duca (l'attuale museo), e le mura di cinta fortificate. Del 1767 è il Forte San Vittorio fatto costruire in onore del Re Vittorio Amedeo II dal Duca di San Pietro: (oggi la costruzione é adibita ad Osservatorio Astronomico). Al 1775 risale invece la costruzione della Chiesa S. Carlo Borromeo, gioiello d'architettura, sebbene copia della parrocchiale di Pegli.
La chiesa della Madonna dello Schiavo deriva il proprio nome dalla statua lignea (in effetti una polena perduta da una nave) trovata sulla spiaggia da uno degli abitanti di Carloforte durante la prigionia in Tunisia. Al 1906 risale invece la costruzione delle dighe del porto. Un discorso a sé meriterebbero le tonnare, la cui attività si può ricostruire osservando i reperti nel museo civico Casa del Duca e il villaggio della tonnara dell’Isola Piana (v. sotto). Bellezze naturali: Dal punto di vista naturalistico quest’isola di origine vulcanica è un ambiente straordinario. Inserita in un paesaggio spettacolare di terre e acque incontaminate ospita rare specie botaniche e avifauna protetta, ed è nota ai geologi perché il nome delle rocce commenditi deriva dalla zona in cui sono state classificate per la prima volta.
La ricchezza faunistica è costituita principalmente dagli uccelli. Nelle scogliere nidificano numerosi rapaci tra cui gheppi, poiane e il falco della regina (dalla Giudicessa Eleonora D'Arborea, che per prima lo inserì tra le specie protette nella Carta De Logu). Gli stagni ospitano specie come l'avocetta, il cavaliere d'Italia e, tra le specie migratorie, l'airone cenerino, il martin pescatore e il fenicottero rosa.
Tra le località interessanti: Bacino di Nasca, bacino situato a Nord, che un tempo forniva l'acqua al paese di Carloforte; lo stagno di Calavinagra (asciutto in estate) e la pineta adiacente; il Becco, zona mineraria in disuso, che un tempo ospitava un piccolo villaggio di minatori sulla costa a strapiombo sul golfo; le saline, a fianco del centro abitato, in disuso ormai da anni, e proprio perciò habitat di svariate specie di uccelli, compresa una colonia di fenicotteri. Da maggio a giugno si può assistere in barca all’antichissima mattanza del tonno (spettacolo alquanto cruento) alla tonnara in località La Punta (isola Piana). Le spiagge dell'isola |
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||