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Pubblicato da sarda sopra 5 Luglio 2021
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Porto Paglia: scogliere calcaree verdeggianti

Quello di Porto paglia è il primo tratto dell’incantevole litorale di Gonnesa, dominato da una vecchia tonnara e inserito tra le alte coste dell’Iglesiente, nel sud-ovest della Sardegna.

Un’oasi stupenda ideale per tutti i gusti, dagli amanti del relax nella natura e delle atmosfere romantiche, agli appassionati degli sport di mare. Porto Paglia si trova a 6 km da Gonnesa e 70 km circa dall’aeroporto di Cagliari – Elmas.

La marina di Gonnesa è un’incantevole distesa di ben tre chilometri e mezzo di sabbia soffice e compatta, dal bellissimo colore tra l’ambrato e il dorato all’interno del Golfo del Leone (o di Gonnesa): una magnifica sequenza di panorami da cartolina con dune fossili ricoperte di verde mediterraneo, a contrasto con il candore della sabbia e i colori cangianti del mare, dal verde smeraldo all’azzurro.

L’arenile non ha soluzione di continuità, ma si distinguono comunque almeno quattro “spiagge” corrispondenti agli accessi: Porto Paglia, Punta S’Arena, Plag’e Mesu e Funtanamare.

Porto Paglia, la parte più meridionale della marina di Gonnesa, rappresenta il confine tra le coste dell’Iglesiente e quelle del Sulcis, i cui rilievi si propagano fino al mare con scogliere calcaree verdeggianti.

Il sito prende nome dall’antica tonnara, una delle più produttive del Mediterraneo dalla sua creazione nel XVIII secolo.

L’imponente complesso formato dalle dimore dei tonnarotti e dalla darsena, ristrutturate per uso turistico a fine XX secolo, domina il promontorio a sud del golfo.

La spiaggia di Porto Paglia, circa mezzo chilometro, è di sabbia chiara con sfumature dorate e rosate, con scogli trachitici affioranti qua e là.

Il fondale è sabbioso per lunghi tratti, poi profondo con ciottoli. Venti e correnti agitano spesso queste acque limpide, perciò la spiaggia è amata da appassionati di kite e wind surf.

Casa del Pescatore o Chiesetta della Tonnara

Prima dell’arenile troviamo un tratto di costa selvaggio, con calette ciottolose incorniciate da pareti di rocce trachitiche a picco sul mare, un tempo attraversate dalla linea ferroviaria che collegava le miniere dell’Iglesiente a Portovesme.

Proprio all’estremità meridionale della spiaggia, zona molto apprezzata da chi pratica immersioni, spicca in un ambiente surreale una casetta costruita direttamente sugli scogli, un tempo forse chiesa.

Raggiungibile da terra con una breve camminata sulle rocce affioranti, questa è l’unica chiesa in Sardegna accessibile anche dal mare con piccola banchina sul fronte dell’edificio. Lungo il sentiero troviamo i resti di una torre spagnola eretta contro i pirati, e infine, negli anfratti di arenaria che delimitano l’arenile, nidificano i falchi.

Plag’e Mesu, “spiaggia di mezzo”, è il tratto centrale del golfo: un’enorme fascia di sabbia fine e dorata, mai affollata, neppure in piena estate.

Nella spiaggia di Fontanamare, quella più a nord, delimitata da una scogliera e dai resti del porto minerario, si possono ammirare le dune di Gonnesa, modellate dal maestrale, uno dei tratti costieri sardi più frequentati dai surfisti. Poco oltre il golfo, spicca la roccia calcarea di Pan di Zucchero, lo scoglio più alto d’Europa che affiora maestoso dall’acqua. A ridosso della spiaggia una pineta fiancheggia la palude di Sa Masa, paradiso degli appassionati di birdwatching e dimora di uccelli acquatici rari, tra i quali il pollo sultano.

Foto copertina di piantisergio

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