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Pubblicato da sarda sopra 9 Giugno 2021
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Selargius: grande centro e tradizioni secolari

Selargius (“Ceraxius”, in sardo, dal lat. “cellarium”) è grande centro caratterizzato da edifici e tradizioni secolari, situato nella parte più meridionale del Campidano, nell’estremo sud della Sardegna.

Con quasi trentamila abitanti Selargius è l’ottava città più popolosa della Sardegna e fa parte dell’area metropolitana di Cagliari, conurbata col capoluogo.

La tradizione agricola della città ancora si conserva nei suoi rinomati prodotti agroalimentari: vino, in particolare Monica e Nasco, pane e pasta artigianali, dolci tipici a base di mandorle e formaggio (amaretti, “gueffus, pistoccus, pardulas”) e i famosi capperi di Selargius.

Popolata fin da epoca prenuragica, come testimonia il villaggio eneolitico di “Su Coddu”, l’area ospitava in epoca romana due borgate: “Cellarium” (deposito-agricolo) e “Palmas”, scomparsa nel XIV secolo.

Parte del giudicato di Cagliari fino al 1258, Selargius passò poi ai Pisani e visse le varie fasi storiche che la portarono nel 1928 a essere aggregata al comune di Cagliari, dal quale si separò nel 1947.

Il centro storico

Tradizione e memoria storica conserva anche il centro dell’abitato, fatto di case campidanesi in “ladiri” (mattoni di terra cruda), con gli ampi portali, i cortili e i loggiati (“lollas”), particolarmente belle e ben conservate nella via Roma, dove si trova anche il seicentesco carcere dei Marchesi di Quirra.

In uno stabile in via Rosselli sono ancora visibili le tracce del fossato costruito da Mariano IV d’Arborea per creare un campo fortificato che bloccasse i rifornimenti verso Cagliari, all’epoca della contrapposizione fra il Giudicato di Arborea e la Corona d’Aragona, nel 1366.

Tra gli edifici di culto, i più antichi sono la chiesetta di S. Lussorio (romanica del XIII sec.) e quella di S. Giuliano (XII sec.). Accanto alla spettacolare torre-ciminiera in mattoni rossi dell’ex distilleria di “Si ‘e Boi”, oggi parco culturale, si erge l’attuale parrocchiale della beata Vergine Assunta, del XV secolo, rimaneggiata nel XVII.

Nella seconda domenica di settembre chiese e centro storico sono lo scenario dell’Antico Sposalizio selargino (“sa coja antiga”): secondo un antico rito, un corteo nuziale di gruppi in abiti tradizionali da tutta l’isola e suonatori di “launeddas” accompagnano gli sposi legati da “sa cadena”.

Natura e archeologia

Itinerari a piedi o in bici alla scoperta del parco di Molentargius-Saline, una delle oasi naturalistiche più belle dell’Isola, habitat dei fenicotteri rosa.

Le origini preistoriche della città nelle aree di “Su Coddu” e di “Staineddu” e nel colle di “Cuccuru Matt’e Masonis”, dove sono emersi reperti del Neolitico. L’epoca nuragica nell’area del pozzo sacro di Santa Rosa.

Foto copertina di Gianni Careddu

comune di selargius

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sposalizio selargino

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