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Posted by sarda on 31 Luglio 2020
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biolaghetto

Costruire un biolaghetto: acque balneabili rispettando la natura

Ti piacerebbe avere una vera oasi in perfetta armonia con il paesaggio?

Bisogna per questioni di manutenzione per prima cosa tener conto di alcuni fattori: latitudine, alberi, dislivelli. L’obiettivo è puntare al perfetto equilibrio tra l’ambiente acquatico e quello terrestre.

Il biolaghetto nasce nella metà degli Anni Ottanta nei paesi del Centro e del Nord Europa, quando alcuni  appassionati decisero di rendere balneabili gli specchi d’acqua realizzati nei loro giardini filtrando l’acqua in maniera biologica secondo quanto avviene in natura.

Oggi a scegliere queste piscine naturali sono persone evolute, in cerca di un contatto autentico con la natura e i suoi ritmi e orientati a comportamenti consapevoli per il proprio benessere psicofisico.

Dove realizzare un biolaghetto?

I fattori climatici e naturali giocano un ruolo importante nella scelta del luogo, sicuramente deve essere situato a riparo dal vento per proteggere le piante e preferibilmente in un luogo non troppo basso dove l’aria fredda tende a fermarsi.

La distanza dagli alberi è importante per evitare la proliferazione di radici che potrebbero danneggiare le fondamenta, l’eccessivo ombreggiamento e la caduta di foglie nello specchio d’acqua, dunque una distanza di otto metri dovrebbe andar bene.

biopiscina

Elementi del biolago

Nel fondo dell’area balneabile è presente un telo impermeabile. La zona di fitodepurazione, destinata alle piante acquatiche è ricoperta da ghiaia.

Le aree spondali periferiche confinano con quella balneabile, sono meno profonde e svolgono la funzione di zone per la rigenerazione dell’acqua.

Una pompa per il ricircolo dell’acqua all’interno del sistema riporta l’acqua depurata dall’area di rigenerazione alla zona di balneazione.

Nella costruzione di un biolago balneabile si utilizzano tecniche di ingegneria biocompatibile, evitando interventi di cementificazione.

Per la realizzazione di camminamenti, cascate, rivestimento gradini, pedane e giochi d’acqua si prediligono elementi naturali come pietre e legno, a volte recuperati sul posto, per un effetto organico con l’ambiente circostante.

biopiscina balneabile

Riempimento del biolago

Se nel terreno si ha a disposizione una fonte o un pozzo è possibile usarne l’acqua per riempire la vasca, sempre dopo le opportune analisi per accertarsi che abbia i requisiti essenziali per la salute e il benessere.

Di grande utilità sarebbe un sistema di raccolta di acqua piovana opportunamente trattata in modo da agevolare il riempimento iniziale, le pulizie e le aggiunte idriche dei mesi estivi, necessari per compensare l’evaporazione naturale. D’inverno invece non bisogna mai svuotare il biolago, con notevole risparmio d’acqua.

FAQ

Oltre alle piante necessarie alla filtrazione, si possono inserire piante ornamentali, dalle fioriture particolarmente vivaci, (ibiscus, ninfee, fior di loto, ecc.)

Oltre alle piante necessarie alla filtrazione, si possono inserire piante ornamentali, dalle fioriture particolarmente vivaci, (ibiscus, ninfee, fior di loto, ecc.)

La migliore acqua disponibile in loco, che può venire da pozzo, acquedotto o altra sorgente

Sono necessarie, anche per valutare il dimensionamento della parte filtrante

Il biolaghetto NON rappresenta un problema con le zanzare che prolifera in acque ferme e stagnanti; infatti il biolago non è un luogo ottimale per la proliferazione degli insetti anzi, aumentando la biodiversità, il biolago limita la proliferazione delle zanzare.

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