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Pubblicato da sarda sopra 17 Aprile 2019
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Tiscali: il villaggio nuragico nascosto nella montagna

Un luogo sospeso nel tempo

Nel cuore più selvaggio della Sardegna, nel territorio di Oliena e Dorgali, il Monte Tiscali custodisce uno dei siti archeologici più suggestivi e misteriosi dell’isola.

Nascosto all’interno della montagna, il villaggio nuragico di Tiscali sorge in una grande dolina formatasi dopo il crollo della volta di un’antica grotta carsica. Un luogo unico per posizione e architettura, dove natura e storia si fondono in uno scenario spettacolare.

Il sito potrebbe aver rappresentato uno degli ultimi rifugi delle popolazioni tardo-nuragiche durante l’avanzata romana. Scoperto all’inizio del XX secolo, Tiscali offre importanti testimonianze sulle comunità che abitavano il centro-est della Sardegna in epoca repubblicana.

La dolina di Tiscali

Il Monte Tiscali, alto poco più di 500 metri, separa i Supramonte di Oliena e Dorgali. A ovest si apre la selvaggia valle di Lanaittu, mentre a est si estende la più verde e fertile valle di Oddoene, attraversata dal rio Flumineddu, che nel corso dei millenni ha scavato la spettacolare gola di Gorropu.

Al centro della montagna si apre la grande dolina. Un tempo grotta carsica, con il crollo della volta lasciò spazio a una vegetazione rigogliosa di lecci, ginepri, frassini, olivastri, lentischi e fichi.

Protetto dal sole e dalle intemperie, questo ambiente presenta un particolare microclima, fresco d’estate e più mite d’inverno. Sulla parete della dolina si apre inoltre un enorme finestrone naturale, che un tempo permetteva di controllare la valle e oggi regala un panorama spettacolare.

Il villaggio nuragico

L’ingresso alla dolina rimane nascosto fino agli ultimi metri del percorso. Una volta all’interno, il sentiero segue il bordo della cavità, affacciandosi su un precipizio di circa 200 metri, fino a raggiungere i resti dell’antico villaggio.

L’insediamento si sviluppò in più fasi ed è composto da due principali agglomerati. La prima fase risale all’epoca nuragica, tra il XV e l’VIII secolo a.C., successivamente il villaggio venne modificato in epoca romana e rimase frequentato fino all’Alto Medioevo.

Nella parte settentrionale si trovano circa 40 capanne tonde e ovali, con pareti sottili, coperture a tholos o in materiale vegetale e ingressi con architravi di ginepro. A sud-ovest sorgono invece circa 30 abitazioni più piccole, di forma quadrata o rettangolare.

Le diverse tecniche costruttive testimoniano le varie fasi di frequentazione del sito: dalle murature a secco con pietre di medie e grandi dimensioni, tipiche della fase nuragica, alle pareti realizzate con pietre più piccole e malta, probabilmente legate al periodo di contatto con il mondo romano.

Tiscali: e la resistenza romana

Secondo una delle interpretazioni storiche, Tiscali potrebbe essere stato un rifugio delle popolazioni post-nuragiche che cercavano di resistere all’avanzata romana.

Gli Ilienses, citati dagli storiografi antichi, avrebbero sfruttato la conformazione del territorio per condurre azioni di guerriglia, attaccando le guarnigioni romane e razziando armi e viveri prima di scomparire nuovamente tra le montagne.

La posizione nascosta e difficilmente accessibile di Tiscali avrebbe quindi rappresentato un prezioso rifugio naturale, quasi invisibile dall’esterno.

Tiscali: trekking

Raggiungere Tiscali è un’esperienza che unisce archeologia, natura e trekking. I percorsi sono impegnativi e richiedono una buona preparazione: è consigliabile affidarsi a una guida esperta, indossare abbigliamento e calzature adeguati e portare con sé una buona scorta d’acqua.

Dal versante di Dorgali

Dal versante dorgalese, partendo dal ponte di Sa Barva, il percorso conduce verso le spettacolari pareti rocciose affacciate sul Flumineddu. Seguendo il fiume si raggiunge la ripida scala di Surtana, che porta verso la cima del Monte Tiscali. Salendo, il panorama si apre progressivamente su montagne, creste e foreste.

Dal versante di Oliena

Dal versante olienese, il percorso passa per Su Gologone, la celebre sorgente immersa in una rigogliosa oasi naturale. Da qui si prosegue verso la valle di Lanaittu e poi fino ai piedi del Monte Tiscali.

Il sentiero, ripido e sconnesso, segue in parte un antico percorso di carbonai e richiede circa un’ora e mezza di cammino. In alcuni punti si percorre una stretta cengia sospesa sulla valle, dove si procede praticamente in fila indiana.

Raggiunta la vetta, una stretta fenditura nella roccia conduce all’interno della dolina: l’unico accesso naturale a quello che per secoli fu una sorta di fortezza naturale.

Il Supramonte e la valle di Lanaittu

Tiscali è anche una porta d’accesso al suggestivo Supramonte, un vasto territorio caratterizzato da montagne, canyon, grotte e doline.

Tra le sue meraviglie spiccano il Monte Corrasi, con i suoi oltre mille metri di altezza, e la spettacolare dolina di Su Suercone.

Nella valle di Lanaittu si trovano inoltre importanti cavità naturali, tra cui Sa Oche, Su Bentu e Corbeddu. Le prime due sono attraversate da lunghi percorsi sotterranei modellati dall’acqua e decorati da stalattiti e stalagmiti, mentre nella grotta di Corbeddu sono state rinvenute tracce di Homo sapiens risalenti a circa 20.000 anni fa.

La valle custodisce anche altri importanti siti archeologici, come il villaggio nuragico di Sa Sedda ’e Sos Carros e, poco oltre Lanaittu, il villaggio-santuario di Serra Orrios.

Un viaggio nella Sardegna più autentica

Tra antichi villaggi, sentieri selvaggi, grotte e panorami mozzafiato, Tiscali rappresenta uno dei luoghi più affascinanti del Supramonte.

Un itinerario impegnativo, ma capace di regalare un’esperienza unica: camminare nella natura e, passo dopo passo, scoprire una Sardegna antichissima, nascosta nel cuore della montagna.

La foto in copertina è di Roberto Mura

 

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