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Pubblicato da sarda sopra 23 Marzo 2022
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Oschiri, borgo medievale sui resti della fortificazione romana di Castrum

Oschiri, in provincia di Olbia-Tempio, si trova a 280 m. di altitudine nel piano della valle del Limbara-Lernone, nel Logudoro, al confine con la Gallura. Il territorio è morfologicamente piuttosto vario, con dislivelli fino a 1.023 m. di quota.

In una zona di zootecnia e viticoltura, Oschiri resta essenzialmente una terra di allevatori e contadini, con un discreto comparto industriale nell’ambito alimentare, e lattiero-caseario.
Abbastanza recente è la scoperta della potenzialità turistica del territorio, che ha prodotto discrete possibilità di ristorazione e di soggiorno. Degno di nota in campo gastronomico, oltre al pane carasau ed ai genuini formaggi pecorini, è il piatto tipico del paese, le “panadas”, ovvero cestelli di pasta ripieni di carne e aromi naturali. A fine agosto viene organizzata dal comune e dai produttori la “sagra della panada

I vari ritrovamenti intorno al paese testimoniano la presenza umana nel territorio sin dal periodo nuragico. Assolutamente imperdibile, se si vuole fare un’immersione nel mondo magico dei nostri antenati, è l’altare rupeste che si trova davanti alla chiesa di S. Stefano, all’interno di un boschetto a nord dell’abitato di Oschiri.

Il borgo di Oschiri sorse in periodo medievale sui resti della fortificazione romana di Castrum e del villaggio medievale di Oppidum Octi.
Le sue antiche origini sono testimoniate da varie chiese romaniche, tra le quali meritano una visita la chiesa di San Demetrio, del 1158, e le medievali chiesa di Nostra Signora di Castro e di Nostra Signora di Otti, entrambe appartenute a villaggi scomparsi, poco fuori dall’abitato.

Il centro storico del paese, meta interessante per gli appassionati di storia dell’architettura, è caratterizzato da strade strette, talvolta pavimentate in pietra, e da grandi case basse costruite in pietra locale. Alcuni edifici conservano finestre in stile gotico-aragonese, con eleganti cornici monolitiche e architravi scolpite sugli ingressi.

Chi ama gli itinerari naturalistici non può mancare di visitare due splendidi esempi di natura incontaminata: l’area di rimboschimento di Su Filigosu e la selvaggia zona delle pendici del Limbara.
A Su Filigosu i visitatori esploreranno, a piedi o in bici, un’area abitata dalla fauna selvatica tipica della zona, ricca di funghi di varie specie, e cosparsa di resti archeologici di epoca preistorica (Domus de Janas, Dolmen, Tombe dei Giganti e nuraghi) in buono stato di conservazione e accessibili.

Un’altra area interessante è quella del fiume Coghinas, il Thermos dei Romani e terzo fiume dell’isola per lunghezza. Il fiume nasce nel comune di Bolotana e scorre da sud verso nord per ca. 123 km. fino al golfo dell’Asinara, nel comune di Valledoria.
Il lago artificiale sul fiume Coghinas, parte del territorio comunale di Oschiri, è entrato in funzione nel 1937, ed è stato il primo impianto in caverna realizzato in Italia. I bordi del bacino, che consente di praticare canottaggio, pesca sportiva e diversi sport acquatici, sono un’attrazione per gli amanti del bird watching. Lungo la costa si trovano la necropoli di Pedredu e la frazione Pianas Sa Murighessa con la chiesa di San Leonardo, appartenuta al villaggio scomparso di Golianuti e situata su un alto poggio panoramico alle falde del Limbara.

 

Foto copertina di Gianni Careddu , link foto

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